SPACE WEATHER

«Non offre previsioni su pioggia o sole, tuttavia quando si parla di meteorologia spaziale è opportuno non sottovalutare nulla: essa riguarda infatti lo “stato del tempo” dell’intera eliosfera — aurore polari, tempeste magnetiche e fenomeni analoghi — i cui effetti, talvolta severi, possono manifestarsi anche sulla Terra.»



                                                                SPACE WEATHER

SOLE, VENTO SOLARE, MACCHIE SOLARI E SICUREZZA SPAZIALE


Il Sole non è un corpo stabile e immutabile: è una gigantesca sfera di plasma in continua attività. Il plasma è un gas speciale in cui gli atomi sono separati in elettroni e ioni, e quindi: conduce elettricità, reagisce ai campi magnetici, produce onde e particelle cariche. Al suo interno, la temperatura è di 15 milioni di gradi e avviene la fusione nucleare: l’idrogeno si trasforma in elio e viene liberata energia. È questa energia che viaggia nello spazio e arriva fino a noi sotto forma di luce e particelle.
Le variazioni dell'attività solare influenzano non solo l’ambiente spaziale, ma anche i sistemi tecnologici moderni, tra cui comunicazioni aeronautiche, satelliti, GPS, radar e reti elettriche. Lo studio di questi fenomeni prende il nome di meteorologia spaziale (Space Weather) ed è oggi fondamentale per garantire la sicurezza aeronautica e spaziale.
Nel marzo 1989, alla comparsa sul Sole di un vasto raggruppamento di macchie solari, si verificarono blackout elettrici, interruzioni nelle comunicazioni e anomalie nel funzionamento dei satelliti artificiali; la vicenda approdò in prima pagina sui giornali americani, con titoli del tipo: 
Quanto ci costa una semplice macchia solare?
Nel gennaio 1997, in occasione di un rilevante evento solare, il quotidiano italiano La Repubblica titolò:

 “La tempesta venuta dal Sole: satelliti e televisioni in tilt”.»

ATTIVITA' DELLA SUPERFICIE
Il Sole ruota e il suo plasma si muove continuamente.
Questo movimento genera un enorme campo magnetico, molto più forte di quello terrestre. Poiché il Sole non è solido, diverse zone      ruotano a velocità differenti (rotazione differenziale):questo aggroviglia il campo magnetico, creando punti di forte attività.          Da qui nascono tre fenomeni importanti:
  • Macchie solari: vediamo zone scure con conseguente campo magnetico intenso che raffredda la superficieLa loro presenza è collegata al ciclo solare di circa 11 anni, durante il quale l’attività del Sole aumenta e diminuisce periodicamente.
  • Brillamenti: vediamo lampi di luce  con conseguenti esplosioni magnetiche;
  • CME(Coronal Mass Ejection): vediamo nubi di plasma nello spazio  con conseguente apertura violenta delle linee magnetiche.

Più macchie ci sono, più il Sole è “agitato” → più eventi energetici produce.

                Le macchie solari: regioni più fredde sulla superficie del Sole


COS'E' IL VENTO SOLARE

Oltre alla luce, il Sole emette un flusso continuo di particelle cariche (protoni, elettroni).
Questo flusso si chiama vento solareEsistono due componenti principali:
  • Vento solare lento (~400 km/s), associato agli streamers coronali
  • Vento solare veloce (fino a ~800 km/s), spesso collegato ai buchi coronali
Possiamo immaginarlo come un vento invisibile di particelle che soffia dallo spazio verso la Terra, tutto il tempo. Quando queste particelle interagiscono con il campo magnetico terrestre, si generano:
  • Aurore polari (effetto visibile e innocuo)
  • Tempeste geomagnetiche (effetto invisibile ma potenzialmente pericoloso)
Quando è “normale” non causa problemi. Ma durante forti brillamenti o CME il vento diventa molto più intenso e veloce: è questo che può disturbare la Terra.
      Le eruzioni solari investono spesso la Terra con un flusso di particelle ad alta energia, solo in parte schermate dal campo magnetico terrestre
                       
La Terra, rappresentata come una piccola sfera blu in questo disegno, è immersa nell’atmosfera solare. La Terra è un grande magnete la cui forza invisibile ci protegge dalle dannose radiazioni del Sole. Grazie al campo magnetico e all’atmosfera terrestre possiamo vivere in sicurezza e tranquillità su questo pianeta, la Terra.  

Il campo magnetico terrestre detto anche magnetosfera è una delle caratteristiche più importanti del nostro pianeta, perché protegge la Terra dal vento solare.
Possiamo anche dire che la Terra ha un paracadute magnetico — il vento solare lo gonfia, tira, può lacerarlo o farlo vibrare.

Questo scudo magnetico:
  • Protegge la vita sulla Terra dai raggi cosmici e dalle radiazioni solari dannose.
  • Evita che l’atmosfera venga erosa, come è accaduto a Marte, che non ha un campo magnetico globale.

                                      Campo magnetico terrestre(magnetosfera)



                               
Abbiamo detto che la regione dello spazio dominata dal campo magnetico terrestre si chiama magnetosfera.
Ha una forma asimmetrica: schiacciata verso il Sole e allungata sul lato opposto (la cosiddetta coda magnetica). All’interno di essa ci sono le fasce di Van Allen, zone dove le particelle solari vengono intrappolate.

EFFETTI VISIBILE DEL VENTO SOLARE: LE AURORE

Quando alcune particelle del vento solare riescono a penetrare nelle regioni polari, interagiscono con l’atmosfera. Queste collisioni producono luci colorate nel cielo: le aurore boreali e aurore australi.

Schema del sistema Sole-Terra e del flusso di particelle e fotoni che determina il tempo meteorologico dello spazio (space weather). Crediti: Nasa’s Goddard Space Flight Center. 


Le aurore polari si osservano come tenue luce di vari colori, emessa in ionosfera da atomi e molecole eccitate da particelle solari che riescono a penetrare lo scudo magnetico(magnetosfera).

                                                           Aurora australe



                                                          Aurora boreale

"Il flusso di plasma del vento solare penetra nella magnetosfera terrestre, accelera lungo le linee del campo magnetico e collide con gli atomi e le molecole dell’alta atmosfera, generando l’aurora."


IMPATTI DEL VENTO SOLARE SULLA IONOSFERA E SULLE COMUNICAZONI

  • L’azione delle particelle solari può perturbare la ionosfera, alterando la densità di elettroni liberi e creando irregolarità.
  • Le onde radio e i segnali dei sistemi di navigazione come il GPS attraversano la ionosfera: se questa è alterata, il segnale può subire ritardi o variazioni impreviste (“scintillazione ionosferica”), con conseguente perdita di precisione o temporaneo malfunzionamento.
  • Inoltre, intense correnti elettriche nell’ionosfera possono indurre correnti pericolose nelle reti elettriche terrestri e negli elettrodotti: questo può provocare blackout o danni agli impianti.


Il black-out radio causa una perdita completa o parziale della comunicazione via onde corte:
il Sole emette un’improvvisa ondata di raggi X, raggi ultravioletti estremi (EUV) oppure particelle energetiche che raggiungono la Terra. Questi raggi e particelle aumentano molto rapidamente il grado di ionizzazione delle regioni basse della ionosfera, in particolare della cosiddetta regione D e della regione E. A causa dell’elevata densità di elettroni e ioni liberi in queste zone, le onde radio che normalmente verrebbero riflesse dalla ionosfera oppure propagate in modo regolare, finiscono per essere assorbite o fortemente attenuate. In particolare le onde nelle bande HF (3-30 MHz) sono le più colpite.

Oltre alle comunicazioni radio, possono esserci ripercussioni anche su sistemi di navigazione e segnalazione satellitare, perché la propagazione dei segnali (es. GPS, GLONASS) può risultare disturbata dall’alterata ionosfera.

      Rappresentazione dell'impatto sulla terra del plasma di origine solare nell'ambito della cosiddetta         Meteorologia Spaziale (Space Weather). Grafica di L. Cafarella, INGV.RM


EFFETTI SU AEROMOBILI, SATELLITI E ATTIVITA' SPAZIALI

  • Gli aerei che volano in rotte polari possono essere esposti a un flusso più intenso di radiazioni ionizzanti e a possibili alterazioni nei sistemi di bordo a causa delle condizioni spaziali estreme.
  • I satelliti, e gli astronauti durante le attività extraveicolari, sono vulnerabili alle particelle solari e ai raggi cosmici: queste radiazioni possono danneggiare l’elettronica, compromettere sensori o addirittura causare guasti.



   Rappresentazione dell'impatto nello spazio circumterrestre del plasma di origine solare nell'ambito         della cosiddetta Meteorologia Spaziale (Space Weather). Grafica di L. Cafarella, INGV.RM

                                                   Gli strati dell'atmosfera terrestre


        EFFETTI DELLE TEMPESTE GEOMAGNETICHE

SISTEMA COINVOLTO

PROBLEMA CAUSATO

Satelliti

malfunzionamento elettronico, perdita di assetto, maggior attrito in LEO

GPS / GNSS

perdita di precisione, interruzione segnale

Radio HF e comunicazioni aeronautiche

blackout sulle rotte polari

Reti elettriche a terra

correnti indotte → blackout

Astronauti / Aerei ad alta quota

aumento esposizione a radiazione















EVENTI STRAORDINARI
  • 2 settembre 1859, documentato da Carrington, la più grande tempesta geomagnetica degli ultimi 200 anni con danni estesi al servizio telegrafico.
  • 15-16 maggio 1921: tempesta geomagnetica causa interruzioni servizi telegrafici su tutto il globo, incendi delle cabine, variazioni/danneggiamento segnaletica ferroviaria in tutta New York city
  • 7 agosto 1972: intenso rilascio di SEP giusto tra le missioni Apollo 16 e Apollo 17: se una missione fosse stata in corso sulla Luna la dose di esposizione sarebbe stata letale per gli astronauti (in 10 ore)
  • 11 luglio 1979: a causa dell’intensa attività solare, caduta inattesa di Skylab
  • 13 marzo 1989: tempesta geomagnetica causa danneggiamento di trasformatori in numerose centrali elettriche, blackout completo del Quebec per circa 9 ore lascia al buio 6 milioni di persone.
  • 20 gennaio 1994: tempesta geomagnetica disabilita 2 satelliti canadesi (Aniks E1, E2) ed un satellite internazionale (Intelsat K) per telecomunicazioni
  • 7 gennaio 1997: un CME colpisce la magnetosfera e causa la perdita del satellite per telecomunicazioni AT&T  Telstar 401 (costo 200 M$)
  • 15 luglio 2000: a seguito del “Bastille day event” è perso il satellite giapponese ASCA
  • 21 aprile 2002: la spacecraft giapponese Nozomi Mars Probe (diretta su Marte) è colpita da un evento SEP che la danneggia gravemente, la missione è abbandonata mesi dopo
  • 31 ottobre 2003: durante la Halloween storm registrati malfunzionamenti su 46 satelliti, satellite giapponese ADESO-2 danneggiato in modo permanente (costo 640 M$); si rendono necessarie procedure di emergenza in diverse centrali nucleari canadesi e negli USA nord-orientali
  • 5 aprile 2010: il satellite per telecomunicazioni Galaxy-15 è perso e poi recuperato

Quali sarebbero oggi le conseguenze di un evento come quello di Carrington-Hodgson?

Nel 1859, all’epoca dell’evento di Carrington-Hodgson, i sistemi tecnologici erano ancora rudimentali e poco diffusi. Nonostante ciò, i danni furono significativi. Oggi, in una società fortemente dipendente dalla tecnologia e dalle infrastrutture digitali, un evento di pari intensità avrebbe conseguenze di gran lunga più gravi.
Diversi studi hanno cercato di stimare l’impatto di una tempesta geomagnetica estrema sulla Terra contemporanea, e gli scenari delineati sono tutt’altro che rassicuranti.
In primo luogo, almeno il 50% dei satelliti attualmente in orbita potrebbe subire danni gravi o irreversibili. I sistemi di navigazione, posizionamento e comunicazione sarebbero tra i più colpiti, con effetti immediati sul traffico aereo e navale, sulla mobilità terrestre e sulle telecomunicazioni. Verrebbero compromesse anche le transazioni finanziarie elettroniche, inclusi i circuiti bancari e il funzionamento dei bancomat.
A seguire, le forti correnti indotte nella ionosfera e nella crosta terrestre potrebbero danneggiare seriamente le reti elettriche su vasta scala. Intere regioni resterebbero senza energia per periodi prolungati. Nel giro di pochi giorni — una volta esaurite le batterie di emergenza — cesserebbe il funzionamento di numerosi servizi essenziali: impianti di distribuzione dell’acqua, elettrodomestici, sistemi di riscaldamento, trasporti ferroviari e metropolitani, distributori di carburante, gasdotti e oleodotti.
Gli ospedali, privati dell’alimentazione elettrica, opererebbero in condizioni critiche; la distribuzione di medicinali e di beni alimentari di prima necessità verrebbe fortemente compromessa. Questi sono solo alcuni degli effetti possibili, ma rendono bene l’idea della portata del problema.
In sintesi, un evento solare estremo oggi si tradurrebbe in danni economici dell’ordine di miliardi di dollari, con tempi di ripristino stimati in anni, prima di poter tornare a condizioni simili a quelle precedenti all’evento.

Le infrastrutture di monitoraggio dello Space Weather

La possibilità che si verifichino eventi estremi di Space Weather ha spinto diversi Paesi — con gli Stati Uniti in prima linea — a dotarsi di infrastrutture avanzate di monitoraggio e previsione e a sviluppare piani di emergenza coordinati a livello nazionale. L’obiettivo è quello di essere pronti a fronteggiare tempeste solari di grande intensità, simili all’evento di Carrington-Hodgson. Questi piani prevedono il coinvolgimento diretto della Protezione Civile e delle Forze Armate, chiamate a garantire la distribuzione dei beni di prima necessità — come cibo, acqua e carburante — oltre alla fornitura di generatori elettrici in caso di interruzioni prolungate dei servizi essenziali. Anche in Italia, negli ultimi anni, sta crescendo in modo significativo la consapevolezza dell’importanza dello studio dei fenomeni legati allo Space Weather. Istituzioni, università ed enti di ricerca e di servizio sono sempre più coinvolti in progetti nazionali e internazionali dedicati all’analisi e alla previsione di questi eventi. In questo contesto, anche l’INGV svolge un ruolo attivo, contribuendo allo sviluppo delle conoscenze e delle capacità di monitoraggio. Alla base di tutti questi fenomeni c’è il Sole. Comprendere i processi fisici che hanno origine dalla nostra stella e che possono propagarsi fino alla Terra — e oltre — è fondamentale per migliorare, in futuro, l’accuratezza delle previsioni. Solo attraverso una conoscenza sempre più approfondita sarà possibile disporre di tempi di preavviso sufficienti per elaborare strategie di mitigazione efficaci, riducendo l’impatto di eventi solari estremi sulle infrastrutture tecnologiche e sulla vita quotidiana.

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LA NUOVA FRONTIERA DELLA VORTICITA' ELETTROMAGNETICA
(Onde elettromagnetiche con momento angolare orbitale – OAM)
Quando pensiamo alle onde elettromagnetiche (radio, Wi-Fi, luce, onde satellitari), di solito le immaginiamo che avanzano in modo lineare, come un’onda che si propaga in avanti. In realtà, alcune onde possono essere emesse in una forma a spirale, cioè ruotando su sé stesse mentre si propagano. Queste onde possiedono una proprietà chiamata: Momento angolare orbitale (OAM) cioè la vorticità dell’onda.

COME IMMAGINARE QUESTA ONDA?


Onda normale: si muove in linea dritta e trasporta solo energia

Onda con vorticità (OAM): avanza mentre ruota come una vite e trasporta energia + torsione (rotazione)

L’onda con OAM sembra una molla o tornado che si avvita mentre avanza.

PERCHE' QUESTA SCOPERTA E' IMPORTANTE? 

Perché lo spettro radio è limitato: oggi molte tecnologie trasmettono nella stessa banda → rischio di interferenze. Con le onde “vorticate”, possiamo usare la stessa frequenza per più segnali contemporaneamente, ogni "grado di torsione" dell’onda (cioè il suo numero di spirale) funziona come un canale indipendente. È come avere una sola strada  ma con più corsie sovrapposte.

RISULTATO

PRIMA: usa una sola comunicazione su una frequenza, velocità limitata, molte interferenze.

DOPO:  più comunicazioni sulla stessa frequenza, velocità molto più alta, interferenze ridotte


APPLICAZIONI:

  • Comunicazioni satellitari (es. collegamento Terra–satelliti)
  • Internet dallo spazio (come Starlink e futuri sistemi europei)
  • Radar avanzati
  • Astronomia (per misurare rotazioni di plasmi e stelle)
  • Comunicazioni 6G

IN PARTICOLARE NELLO SPAZIO E' UTILE PERCHE':
  • non servono cavi
  • non c’è atmosfera densa
  • si può trasmettere molto più lontano con meno interferenze

OGGI IL PROGRESSO TECNOLOGICO CONSENTE L'UTILIZZO DI ONDE OAM PERCHE':

  • Oggi abbiamo antenne intelligenti e software di elaborazione avanzati
  • I satelliti moderni possono modellare la forma dell’onda
  • L’Intelligenza Artificiale analizza e separa le onde con vorticità diverse


"Due onde con la stessa frequenza normalmente interferiscono tra loro perché i loro campi si sommano, causando annullamenti o rinforzi. Introducendo il momento angolare orbitale (OAM), ogni onda assume una forma a spirale diversa: ciò rende le onde ortogonali e quindi indipendenti, permettendo di trasmettere più segnali sulla stessa frequenza senza interferenze."

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L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE COME ALLEATO

Abbiamo visto che quando si verifica una tempesta geomagnetica, possono verificarsi blackout elettrici, interruzioni nei segnali radio o errori nei sistemi di navigazione satellitare. Nel 2022, ad esempio, una tempesta solare ha provocato la perdita di 38 satelliti Starlink, con danni economici enormi. Questi episodi dimostrano come la nostra civiltà, sempre più connessa e digitale, sia anche fragile di fronte ai fenomeni naturali provenienti dal Sole.
Per migliorare la capacità di previsione, la NASA ha sviluppato un nuovo modello di allerta che utilizza l’Intelligenza Artificiale (AI).
Questo sistema è in grado di prevedere l’arrivo di una tempesta solare con circa 30 minuti di anticipo — un tempo breve, ma sufficiente per mettere in sicurezza apparecchiature e infrastrutture sensibili. La quantità di dati raccolti ogni giorno da satelliti, radiotelescopi e sensori magnetici è immensa: immagini ad altissima risoluzione del Sole, misure del vento solare, radiazioni cosmiche, ecc.
Analizzare tutto questo manualmente sarebbe impossibile. Per questo entra in gioco l’Intelligenza Artificiale (IA), che consente di:

  • Elaborare milioni di dati in pochi secondi.
  • Riconoscere schemi e correlazioni invisibili all’occhio umano.
  • Prevedere i fenomeni spaziali in anticipo.

In particolare, vengono utilizzati algoritmi di Machine Learning e Deep Learning, che “addestrano” i computer a imparare dai dati e a migliorare con l’esperienza. Tutto questo è un esempio concreto di come la tecnologia possa diventare uno strumento di protezione, non solo di innovazione.

MACHINE LEARNING E DEEP LEARNING

Il Machine Learning (ML) è una branca dell’IA che permette ai computer di imparare automaticamente dai dati senza essere esplicitamente programmati.
Nel contesto della meteorologia spaziale:
  • Si forniscono dati storici del Sole (immagini, spettrogrammi, valori magnetici).
  • Il modello impara a riconoscere i segnali premonitori di un brillamento o di una tempesta geomagnetica.
  • Una volta addestrato, il modello può prevedere nuovi eventi in tempo reale.
In termini semplici, il ML è il processo di addestramento di un software, chiamato modello, per fare previsioni utili o generare contenuti (come testo, immagini, audio o video) a partire dai dati.
Ad esempio, supponiamo di voler creare un'app per prevedere le precipitazioni. Potremmo utilizzare un approccio tradizionale o un approccio ML. Con un approccio tradizionale, creeremmo una rappresentazione basata sulla fisica dell'atmosfera e della superficie terrestre, calcolando enormi quantità di equazioni di fluidodinamica. È incredibilmente difficile.

Utilizzando un approccio di ML, forniremo a un modello di ML enormi quantità di dati meteo finché il modello di ML non apprenda la relazione matematica tra i pattern meteorologici che producono quantità di pioggia diverse. Quindi, forniremmo al modello i dati meteo attuali e questo prevederebbe la quantità di pioggia.
Il Deep Learning è una forma avanzata di Machine Learning basata su reti neurali artificiali multilivello, simili a quelle del cervello umano.
Queste reti analizzano le immagini solari o i flussi di dati e identificano pattern complessi, come:
  • variazioni nel campo magnetico solare,
  • strutture nella corona del Sole,
  • cambiamenti nella velocità del vento solare.
    APPLICAZIONI PRATICHE

    Ambito

    Utilizzo dell’IA / ML

    Risultato

    Osservazione solare

    Analisi automatica delle immagini del Sole.

    Rilevamento immediato di brillamenti o CME.

    Previsioni geomagnetiche

    Modelli ML che usano i dati del vento solare e del campo magnetico.

    Previsione di tempeste solari con ore o giorni di anticipo.

    Satelliti e astronauti

    Sistemi predittivi per radiazioni e particelle ad alta energia.

    Protezione e allerta automatica.

    Comunicazioni e GPS

    IA per compensare i disturbi ionosferici.

    Miglior precisione e affidabilità dei segnali.



    IL CONTRIBUTO DELL'ITALIA E DELL’INGV
    Anche la ricerca italiana gioca un ruolo fondamentale.
    L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha sviluppato un modello basato su AI che prevede le variazioni del contenuto elettronico totale (TEC) nella ionosfera fino a 24 ore prima dell’arrivo di una tempesta solare.
    Queste variazioni influenzano direttamente la precisione dei sistemi GPS e delle comunicazioni satellitari.
    Grazie a queste competenze, l’INGV collabora con reti internazionali di monitoraggio e allerta come PECASUS, IPS e SWESNET, che supportano la sicurezza dei voli aerei e la protezione delle infrastrutture spaziali.


    SCIENZA, INNOVAZIONE E RESPONSABILITA'
    Dobbiamo sempre ricordare che l’Intelligenza Artificiale non sostituisca la ricerca scientifica, ma la potenzia.
    La sua applicazione nella meteorologia spaziale consente di prevedere, prevenire e mitigare gli effetti di eventi naturali che potrebbero compromettere la nostra vita quotidiana.
    È un esempio virtuoso di collaborazione tra scienza, tecnologia e società, e ricorda a tutti che comprendere il Sole significa anche proteggere la Terra.